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>>L´amico Mario/

L ´amico Mario

 

Ho avuto il piacere di pubblicare in queste pagine uno scritto dell ´amico Mario, in quanto ritengo la sua vivace singolarità intellettuale degna di nota, e sopra le righe rispetto al contesto.

Mario è una di quelle persone che non puoi fare a meno di non notare.

Apparentemente schivo e burbero, mostra il gran cuore su temi che lo appassionano, sviscerando dibattiti epici su forum e tavolate locali.

Animo da rivoluzionario, cuore da contadino, carattere sanguigno, cervello fino e di ottima cultura, sono fortemente indeciso se classificarlo tra un contro a prescindere, per passione della lotta, o contro misurato "perchè credo", ma forse la non classificazione è la soluzione migliore, per definire un amante della natura e del rispetto degli equilibri, che non poteva non sfociare in un appassionato di vela.

Mario ama dividere il suo tempo tra la famiglia la natura ed ...una tastiera, che spesso gli permette di ampliare le sue interlocuzioni e tenzoni epistolari, oltre che diffondere le storie che ama raccontare.

Pubblichiamo a seguire un suo racconto, che spero piaccia, per meglio intendere il vecchio detto nullus locus sine Genio, in quanto penso che ogni luogo abbia i suoi personaggi degni di nota, ed in quanto tali personalmente ritengo sia un piacere evidenziarli ai più.

Marco

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...”Leopoldo era nella mia testa(oltre
che nel cuore) da anni,come complesso di
COLPA,e  lo dice uno che-per
quanto riguarda gli essere umani-li aveva
risolti TUTTI.
Rimaneva Lui.

L'altra sera sono rimasto su fino all'una per farmelo uscire,era tanto che

bussava alla mia porta.
Ora mi sento più in pace,anche se fino in fondo non
mi renderà
libero.Rimarrà come l'unica vera e grave COLPA da me commessa e
riconosciuta
come tale.
Negli anni successivi ho cercato di "riscattarmi"
curando gratis i randagi (Mi hanno anche minacciato,per questo).
...Ma non è bastato....


Mario.

                                              Leopoldo

In ogni porto che si rispetti c'è un "Bar del porto",o una bettola dove bere vino, se ti va male con le uova sode,se ti va bene con le seppioline e le alici crude e uno spicchio di limone,un peschereccio che sta tirando gli ultimi e si sta aprendo al sole,uno nuovo luccicante di inox ...
In ogni porto c'è quella zona dove la risacca confina come un imbuto le porcherie umane:bottiglie di plastica,contenitori di olio per fare la miscela dei fuoribordo,i cotton-fioc,qualche tavola di legno consunta dal mare e dai denti di cane,i barattoli rossi dell'antivegetativa,coi pennelli oleosi e secchi a danzargli attorno...
In ogni porto di mare c'è quella chiazza oleosa che rimane sempre lì chilosà perchè,che non va via neanche a piangere,neanche quando il Maestrale o la Bora ti spazzano via anche la puzza del gasolio che riempie le pozzanghere delle banchine.
In ogni porto di questo povero mondo quando i pescherecci hanno scaricato le loro cassette di pesce, rimane qualcosa vicino alle bitte d'ormeggio:una sarda sventrata,una bavosa che si agita ancora,un cavalluccio di mare rinsecchito,una stella rotta a metà...Riusciranno a nutrire i gatti del porto  e qualche cane randagio,e i primi che arriveranno si sfameranno quel poco per sopravvivere,fino al giorno dopo,in attesa che gli uomini siano andati via,le cime d'ormeggio tese,fino al giorno dopo.

In ogni porto di mare c'è stato un periodo che il pesce costava niente.I sardoni venivano scaricati dalle poppe a colpi di badile per finire sui montacarichi a trasformarli poi in farina di pesce...I gatti ed i cani ingrassavano...Se avevi veramente fame andavi lì e ti riempivano un secchio con un colpo di badile.Mangiavi tre giorni,con quel bendidio.

Leopoldo era un meticcio di Setter.
Mantello da Setter,muso da Setter,coda da Setter.Solo le zampe-lunghe la metà di quelle di un Setter- tradivano la genealogia.Forse  un  Bassotto tedesco  aveva contribuito,a suo tempo,sfuggito ad una Frau germanica,complice una duna dietro un bagno in spiaggia,in quel porto romagnolo...
Volendo paragonarlo ad un essere umano,poteva benissimo essere un Clochard brizzolato,curato però,sia nell'aspetto che negli intenti,forse un ex-bancario o un ex-giocatore di Casino al quale era andata a male quella giocata ma lui non si era perso,con una sua dignità che sembrava innata,inossidabile.
Trotterellava contento tutto il giorno,per il paese,dispensava festosità ma senza vendersi,insomma:un Signore.
E tutti i giorni si presentava sul molo un'ora prima che rientrassero i pescherecci,solo a quell'ora,seduto, con la brezza che gli scompigliava il pelo delle orecchie,o la pioggia che-per fortuna-lo lavava.
UNICO,non mangiava pesce raccolto per terra,ma solo dalle cassette.Pesce di 1a qualità.Riusciva a RUBARLO con una maestrìa da illusionista...Sembrava cogliere quell'attimo fuggente in cui nessuno lo guardava...E ZAC!Coi denti davanti faceva sparire 2 sarde,una triglia,un rombetto o una passera, praticamente senza masticare(masticare significava essere visto)praticamente immobile,una statua innocente.
Io lo conobbi quando facevo il "barbone",su quel molo.
Se fai il "barbone",di due cose sei ricco:tempo e contemplazione.
Diventammo subito amici,scoprii il suo segreto  di ladro gentiluomo,la sua perizia,la sua pseudo-innocenza.E lui capì me,che l'avevo capito.Diventammo praticamente complici.Più volte ho pensato a lui come ad un "cane da riporto di pesce",visto che  io non ero in grado di essere così bravo a procurarmi da mangiare di nascosto.Ma entrambi eravamo ricchi di una COSA in via di estinzione:la Dignità,per cui lo lasciai esercitare la sua Arte,contento solo di ammirarlo.

Come spesso succede,fu Lui ad addottarmi:scelse di vivere con me,anche se io non volevo legami di alcun genere.

Alla fine volle imbarcarsi,sul grande catamarano,partì anche lui lasciando quella terra e quel molo.Lui aveva fiducia in me,molto più di me che ragionavo “da uomo”,invece di imparare da un cane.Io avevo bisogno di “ideali”...Meglio sarebbe stato cercare insieme  una “bastardina”con la quale consumare energie e virtù...Magari anche  aspettare insieme il ritorno dei pescherecci,con il pelo delle nostre orecchie scompigliato dal vento...

Si era sistemato sulla rete di poppa di Tangaroa,gli avevo fatto una specie di cuccia di stracci sotto un pezzo di una vecchia vela,navigava tranquillo su quella barca come l'avesse sempre fatto.Condivideva il rancio di bordo con un certo distacco...Evidentemente gli mancava il pesce di 1a qualità,rubato coi denti davanti,insomma,era quasi come mi facesse un piacere a mangiare la mia broda...
Rimaneva tranquillo finchè non sentiva odore di Terra...Allora si agitava,percorreva il ponte avanti e indietro fino a quando non riusciva a balzare sulla banchina con un salto liberatorio,a cercare un prato dove fare popò.La pipì la faceva tranquillamente attraverso quella rete,senza problemi,come senza problemi si soddisfaceva da solo sessualmente,quando non ne poteva più.
Eravamo decisamente complici.
Solo una volta non tornò a bordo subito dopo "averla fatta".Rimasi ad aspettarlo sul ponte,fino a quando  mi fu chiaro che qualcosa non andava...Scesi a terra,e cominciai a cercarlo prima nel porto,poi in paese...Camminai a lungo,ogni tanto chiamandolo per nome...Niente.
Lo trovai che faceva il bagno dentro la lussuosa piscina di quel lussuosissimo Hotel...
Scappammo via insieme,sempre complici,io con la paura di essere rimproverato,lui con la felicità di un cane bagnato che si scrolla di dosso  l'eccesso di felicità.
Di ritorno superò se stesso:riuscì a rubare non visto,con i denti davanti,dalla sporta di una signora assorta in chiacchere con un'amica,da DENTRO un cartoccio di carta,due sgombri...

Morì affogato,per colpa MIA,quella notte,in quella burrasca.Cadde in mare,e io non riuscii a recuperarlo...
Lo ritrovai la mattina dopo sulla spiaggia,a cinque km. di distanza dal naufragio,camminando  e raccogliendo le mie cose,sulla battigia,mentre il mare ed il vento mi tuonavano che mi avevano risparmiato...Lui no,l'avevano preso.Lo seppellii sotto una duna di sabbia.Piansi a lungo.E ancora piango.
Eravamo complici,ma lui era molto più bravo di me,aveva capito tutto quello che c'era da capire.

 

 


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